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Nella risoluzione di un caso di recessioni gengivali multiple, la tecnica più utilizzata e considerata dalla letteratura scientifica il “gold standard” nel trattamento di tali problematiche è il lembo bilaminare con interposizione di un innesto di tessuto connettivo.

Il caso di seguito esposto è quello di un giovane paziente maschio, non fumatore, che, a causa di tecniche di spazzolamento non corrette, ha danneggiato il tessuto gengivale a livello dell’emigrata superiore sinistra.

Il paziente lamenta sensibilità degli elementi dentari interessati da tale problematica, non riferisce particolari esigenze estetiche e teme di perdere, o quantomeno danneggiare ulteriormente, i denti stessi.

In situazioni come questa, in presenza cioè di recessioni gengivali in classe I e II di Miller, possiamo prospettare al paziente stesso la possibilità di recuperare completamente il danno provocato, avvisandolo però che le tecniche di spazzolamento domiciliare devono “obbligatoriamente” essere modificate e migliorate al fine di non generare di nuovo il problema.

Nell’immagine seguente possiamo osservare la situazione iniziale, con recessioni multiple a livello degli elementi 2.2, 2.3, 2.4.

Per il design del lembo si è deciso di utilizzare un’incisione a busta, secondo la tecnica di Zucchelli, che prevede l’estensione ad elementi dentari mesiali e distali a quelli da trattare, evitando di effettuare rilasci verticali.

L’immagine che segue, evidenzia il disegno del lembo che coinvolge anche le parabole degli elementi 1.1, 1.5 e 1.6.

 

Una volta disepitelizzate le papille (come mostrato nella successiva immagine), si provvede a fissare il tessuto connettivo

prelevato palatalmente al di sopra delle recessioni; la sutura utilizzata per fissare l’innesto è una sutura riassorbibile di calibro 7/0.

Le immagini seguenti mostrano il prelievo palatino di tessuto epitelio-connettivale che poi, previa rimozione della componente epiteliale, viene fissato stabilmente al di sopra delle lesioni.

Nelle immagini seguenti, le suture al momento della fine dell’intervento, il controllo a una settimana di distanza, quando normalmente vengono rimosse le suture, e la rivalutazione a tre mesi della chirurgia.

Il controllo a 5 anni dalla chirurgia evidenzia la perfetta ricopertura delle recessioni e la stabilità del tessuto che, grazie all’interposizione del tessuto connettivo, continuerà a mantenersi tale nel tempo.

Nelle ultime due immagini possiamo confrontare pre e post, 5 anni dopo l’intervento